Con l’emanazione del DPCM 26 aprile 2020 il nostro Paese entra ufficialmente nella Fase 2 della crisi generata dall’emergenza epidemiologica da Covid-2019. Non si tratta, naturalmente, dell’uscita dall’emergenza ma di un periodo di convivenza con il virus, controllata e protetta, sottoposto ad un monitoraggio giornaliero della situazione epidemiologica.

In questo periodo, tuttavia, è necessario il massimo rispetto di tutte le misure di sicurezza previste dalla normativa vigente e dai protocolli per la sicurezza dei lavoratori per garantire il contenimento dell’epidemia e per evitare che la curva dei contagi torni a crescere.

Il principio a cui ispirare la riorganizzazione delle attività del sistema della formazione superiore e della ricerca deve essere quello di contemperare la sicurezza sanitaria con il pieno svolgimento di tutte le attività didattiche e di ricerca, anche con l’ausilio delle tecnologie digitali e di ogni altra modalità organizzativa, che il Governo e le autorità competenti fisseranno.

In questa direzione, dopo la Fase 1 (c.d. “lockdown”), appare utile programmare la continuazione delle attività del sistema della formazione superiore e della ricerca attraverso due nuove Fasi:

Fase 2, da attuarsi con il cessare della Fase 1 e l’entrata in vigore delle disposizioni del dPCM del 26 aprile 2020, ovvero a partire dal 4 maggio e fino al mese di agosto 2020, ferma restando ogni altra eventuale e differente determinazione che dovesse essere assunta dalle
autorità competenti. La programmazione delle attività dovrà essere finalizzata a:

  • Consentire le attività individuali, ovvero l’accesso agli studi, agli uffici, alle biblioteche e ai laboratori da parte dei singoli, con eventuale   presenza in piccoli gruppi, adottando le misure di sicurezza;
  • Minimizzare le attività collettive, consentendo solo quelle strettamente necessarie, comunque adottando le adeguate misure di sicurezza;
  • Minimizzare lo spostamento dei pendolari a lunga percorrenza, garantendo loro la partecipazione alle attività in telepresenza;
  • Escludere il rientro degli studenti internazionali, garantendo loro la partecipazione alle attività in telepresenza;
  • Contingentare l’accesso in presenza ai servizi amministrativi, da limitare solo alle attività strettamente necessarie, mantenendo, comunque, attraverso i sistemi digitali, un livello di servizio adeguato al funzionamento delle attività.

Fase 3, da attuarsi a partire dal mese di settembre 2020 fino a gennaio 2021, ferma restando ogni altra eventuale e differente determinazione che dovesse essere assunta dalle autorità competenti.

La programmazione delle attività dovrà essere finalizzata a:

  • implementare le attività individuali, ovvero l’accesso agli studi, agli uffici, alle biblioteche e ai laboratori da parte dei singoli, con eventuale presenza in piccoli gruppi, adottando le misure di sicurezza;
  • decomprimere le attività collettive, consentendole solo in presenza di adeguate misure di sicurezza;
  • tenere conto di possibili limitazioni nello spostamento dei pendolari a lunga percorrenza,
    continuando a favorire la loro partecipazione alle attività in telepresenza;
  • minimizzare la presenza di studenti internazionali, garantendo loro la partecipazione alle attività in telepresenza;
  • decomprimere l’accesso in presenza ai servizi amministrativi, potenziando i sistemi digitali e i processi di dematerializzazione dei procedimenti amministrativi.

Per il raggiungimento di questi obiettivi sarà necessario che le singole istituzioni si dotino di una appropriata pianificazione articolata su cinque azioni:

  • piano di offerta didattica blended, ovvero in grado di essere erogata sia in presenza sia in telepresenza, con modalità sincrona e/o asincrona, garantendo le stesse possibilità in termini di accessibilità e di qualità della didattica agli studenti in presenza e a quelli a distanza (ad esempio gli studenti fuori sede, gli studenti limitati negli spostamenti da misure restrittive), nonché agli studenti con disabilità o DSA e, comunque, coerentemente con quanto verrà imposto dalle autorità competenti nei diversi territori;
  • piano di accesso agli spazi (aule, laboratori, biblioteche, ecc.) e di uso di dispositivi di protezione individuale, in grado di garantire i livelli di sicurezza necessari, coerentemente con quanto verrà imposto dalle autorità competenti nei diversi territori, e anche attraverso un “ampliamento” degli orari e dei giorni di svolgimento delle attività, considerando, se necessario, un arco settimanale lavorativo comprensivo del sabato e della domenica;
  • piano di potenziamento delle infrastrutture digitali delle istituzioni, in termini di dotazione delle aule, di connettività della rete, di organizzazione interna e di dotazione di dispositivi per gli studenti, per il personale docente e ricercatore, nonché per il personale tecnico amministrativo;
  • piano di dematerializzazione dei procedimenti amministrativi, attraverso il potenziamento dei sistemi digitali in uso;
  • piano di formazione del personale tecnico amministrativo, a supporto dei punti precedenti.

Il MIUR supporterà l’implementazione, al fine di garantire la migliore efficacia delle suddette misure, ogni istituzione, nell’esercizio della propria autonomia, potrà prevedere modalità per rispondere a particolari esigenze collegate ai territori di appartenenza, ai contesti di riferimento, alle specificità dei propri modelli organizzativi e delle diverse discipline, alla disponibilità delle dotazioni infrastrutturali e alla numerosità di studenti, docenti e personale tecnico amministrativo, fermo restando, come detto, l’assolvimento di tutte le prescrizioni che saranno indicate nei provvedimenti adottati dalle autorità competenti.

Fonti Complete

Nota Ministro MUR_AOOGABMUR.REGISTRO UFFICIALE(U).0000798.04-05-2020

Allegato a nota del 4 maggio 2020 prot. n. 798 _post Lockdown_fase 2 e fase 3

Nota Unitaria DPCM 26 APRILE 2020